I padri della patria

Scrivo questo post dopo essere stata ad una noiosissima conferenza sulla biografia di George Washington. Invece di tediarvi con descrizioni che riguardano la poco interessante vita privata di George o la sua dedizione alla nazione americana o macabri dettagli su quanti denti avesse o quanto fosse alto di preciso (tutti argomenti sviscerati nel corso della relazione) vi faccio partecipi delle mie riflessioni a margine di questo incontro.

Beh, diciamo che mi sono venute in mente le discussioni sui 150 dell’unità di Italia. George Washington è letteralmente venerato qui, almeno qui a Fredericksburg, dove passò parte dell’infanzia, ma comunque credo che in tutto il paese (oltre a dedicargli un intero stato, la capitale e più di 50 altre cittadine di piccole e medie dimensioni, per le quali vi rimando all’elenco su Wikipedia) ci sia davvero una specie di culto verso quello che è definito uno dei padri della patria.

Ho pensato a quello che succede in Italia: anche noi abbiamo i nostri padri della patria, ma in effetti ogni qual volta vengono nominati i vari Garibaldi o Mazzini o tanti altri, anche quelli che hanno dato la vita per il nostro paese, mi sembra che sempre ci sia da una parte quasi un certo imbarazzo e dall’altra una scarsa convinzione, quasi una specie di superficialità, la sensazione di far parte di un semplice rito che in fondo però non ha nulla da dire agli uomini e alle donne di oggi.

Così come il rapporto strano che abbiamo con la nostra bandiera, il nostro inno, che di solito tiriamo fuori per tifare la nazionale di calcio (lamentandoci se i giocatori non lo cantano, ma poi nessuno a scuola te lo insegna… quindi è quasi normale che nessuno lo sappia davvero o lo sappia in modo approssimativo… dicendo stringiamoci a corte!).

Forse è perché in fondo noi ci sentiamo molto più veneti o lombardi o abruzzesi o siciliani che non italiani. O forse (ma entrambe sono solo mie ipotesi, non supportate purtroppo da alcuna evidenza) la nostra storia è diversa e il nostro popolo, dopo aver subito la retorica patriottica del regime fascista teme ora qualsiasi espressione di retorica e qualsiasi simbolo che richiami quella matrice. Quasi ci fosse ancora quella ferita nel popolo italiano, dopo gli anni difficili della Resistenza e della Repubblica di Salò in cui essere italiani ha voluto dire anche combattere una lotta fratricida.

Poi a volte appare qualche Benigni di turno a ricordarci quello che dovremmo avere sotto gli occhi tutti i giorni. Ci riscaldiamo il cuore per un po’, ma poi credo che tutto torni come prima. Con le bandiere in soffitta, in attesa della prossima coppa del mondo.

Nemmeno il 25 aprile o il 2 giugno credo che qualcuno la tiri fuori, tutti troppo impegnati a fare la gita fuori porta o il weekend alle terme o all’agriturismo, o peggio ancora in qualche paese straniero.

Qui invece quasi ogni casa ha la sua bandiera sulla facciata o sul vialetto di ingresso e addirittura in chiesa ho trovato la bandiera americana, proprio di fianco all’ambone. Anche in questo gli americani sanno essere esagerati 🙂

Però ci credono davvero nell’essere americani, prima di essere texani o virginiani. Ed è bello vederli girare in lungo e largo questo immenso paese, mentre tanti italiani non si sono mai mossi dalla loro piccola valle tra i monti o dalla loro isoletta.

Forse anche questo vorrebbe dire essere italiani: allargare l’orizzonte, fino a comprendelo tutto questo nostro tanto acclamato BEL PAESE (non il formaggio, eh!), dalle Alpi fino a Lampedusa, passando per tutti gli Appennini e la pianura padana, e la costa tirrenica e quella adriatica, e il Gennargentu e il tavoliere delle Puglie… e mi fermo, solo perché il post non può essere troppo lungo.

E magari conoscendolo si potrebbe pure amarlo un po’ di più. Nonostante i difetti.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in USA/Italia. Contrassegna il permalink.

3 risposte a I padri della patria

  1. jacopo ha detto:

    davvero bella questa riflessione!

  2. Lullona ha detto:

    Chissà perchè hai nominato veneti, lombardi, abruzzesi e siciliani.. 😛 ahahahahahah ❤

    • timesi ha detto:

      Ahahahaha, in realtà dovevo dire almeno anche calabresi, toscani, emiliani e laziali…. ma non potevo mettere proprio tutte le regioni. Ho fatto una dura selezione 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...