Pittsburgh ovvero la patria degli Steelers

In onore degli sconfitti Steelers (ma vi prego, niente domande sul football perché finora ci ho capito molto molto poco) vi racconto brevemente il mio viaggio a Pittsburgh.

Diciamo subito che rispetto alle grandi città viste nello scorso semestre (fall per gli americani… non chiamatelo autumn perché non capiscono) la differenza si vede. Diciamo anche che credo di aver visto in due giorni tutto quello che c’era da vedere. Periferie comprese 🙂

La cosa più interessante di questo viaggio è stata… il viaggio. Costo: 50 cent. Inspiegabilmente esistono dei pullman che collegano le città americane e prenotando su internet 6 posti per due viaggi overnight Washington DC – Pittsburgh (400 km circa) e ritorno, si possono spendere ben… 50 cent. E meno male che siamo nella patria del capitalismo. 🙂

Una volta arrivate a Pittsburgh (nel cuore della notte) io e la mia collega tedesca abbiamo cercato riparo prima nella Greyhound station e poi in un McDonald’s, aspettando almeno le 8 per fare un giro in città (benedetti i Mc che aprono alle 6 del mattino!!)

E poi… in giro per la città. Certo, se ve la immaginate in una bella giornata e con un po’ di verde al posto della neve fa il suo effetto, ma anche così ha il suo fascino. 😉

 

Immagino che non vi capiterà molto facilmente di visitare Pittsburgh, ma se dovesse succedere vi do un paio di consigli:

1. Se volete vedere il Museo di Andy Warhol siate pronti ad una delusione. Soprattutto se amate Andy Warhol (credo); io non sono una sua fan sfegatata, ma buona parte di quello che è esposto mi è sembrato una sopravallutazione (della serie, qualsiasa cagata fatta da Andy Warhol è degna di stare in un museo… compreso filmato di 20 minuti in cui uno si taglia i capelli…mah)

2. Non perdetevi Okland, a mio parere la parte migliore della città. Soprattutto la zona universitaria, molto molto carina (anche solo per passeggiarci)

(nella foto vedete la cosiddetta Cathedral of Learning, sede della University of Pittsburgh, una delle più antiche università degli Stati Uniti, fondata nel lontano 1787).

3. Beh, il Carnagie museum (di arte e scienza) non è male, anche se dipende un po’ da che cosa avete visto prima e qual è il vostro metro di paragone. Se si tratta del National Museum of Natural History di DC e di musei come il MOMA e il Metropolitan… beh, potete passare un pomeriggio all’insegna della conoscenza, ma non troverete nulla di troppo entusiasmante. Degna di nota la sezione sugli indiani d’America. Credo sia la prima volta che trovo una parte dell’esposizione dedicata alla loro cultura.

4. Se passate lì la domenica pomeriggio ricordatevi… dopo le 5 è tutto chiuso. In quel caso chiamatemi e vi spiego dov’è l’unico locale in centro aperto fino a mezzanotte. 🙂

Per chiudere, in onore agli sconfitti Steelers, vi posto la foto dell’insegna di un bus… poveri chissà come ci sono rimasti male…

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